Nicola Gratteri e Antonio Nicaso presentano: "PADRINI E PADRONI" e "L'INGANNO DELLA MAFIA"


  • Sabato 27 maggio 2017 ore 21:00
    Rocca di Vignola - Sala dei Contrari - Vignola MO

Nicola Gratteri e Antonio Nicaso presentano:

"PADRINI E PADRONI" - Come la 'ndrangheta è diventata classe dirigente
Ed. Mondadori

"L'INGANNO DELLA MAFIA" - Quando i criminali diventano eroi
Ed. Rai Eri

Conduce Pierluigi Senatore

PADRINI E PADRONI - Nel 1908, un tragico terremoto divora Messina e Reggio Calabria. Si stanziano quasi centonovanta milioni di lire per la ricostruzione, ma la presenza nella gestione dei fondi anche di boss e picciotti - molti dei quali tornati dall'America per l'occasione - causerà danni gravissimi, sottraendo risorse preziose, trasformando le due città in enormi baraccopoli e dando vita a un malcostume ormai diventato abituale. Lo stesso scenario che si ripeterà, atrocemente, cent'anni dopo, nel 2009, con il terremoto dell'Aquila. Mentre la gente moriva, in Abruzzo c'era chi già pensava ai guadagni. E ancora, nel 2012, nell'Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi. In Piemonte, la 'ndrangheta era riuscita a infiltrarsi nei lavori per la realizzazione del villaggio olimpico di Torino 2006 e in quelli per la costruzione della Tav nella tratta Torino-Chivasso. La corruzione, l'infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti - occulti, come le logge segrete, e non, come la politica sul territorio e a tutti i livelli, fino ai più alti - sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie e in particolare dalla 'ndrangheta. Già nel 1869, le elezioni amministrative di Reggio Calabria erano state annullate per le evidentissime collusioni 'ndranghetiste. Il primo caso di una serie di episodi che nei decenni hanno segnato l'intera penisola, arrivando fino a Bardonecchia, in Piemonte, nel 1995, e a Sedriano, in Lombardia, nel 2013. Lo scambio di favori fra criminalità e certa parte della politica è continuo e costante, il ricatto reciproco un peso enorme sulla cosa pubblica, con ripercussioni su tutti i settori, dalle opere pubbliche alla sanità, dal gioco di Stato allo sport. Anche lo sport. Il calcio è popolare e ha bisogno di investimenti. E le mafie, da tempo, si sono accorte delle sue potenzialità, non mancando di sfruttarle, come dimostrano le recenti inchieste giudiziarie. In questo vermicaio c'è di tutto: oltre al riciclaggio di denaro, ci sono partite truccate, scommesse clandestine, presidenti prestanome, e ultrà che gestiscono attività illecite. Il vero problema è che né i ricorrenti disastri ambientali, né il consumo dissennato del territorio, né il degrado di opere e servizi sembrano più scalfire l'opinione pubblica. In Italia l'incompiutezza è diventata risorsa, strategia di arricchimento per cricche e clan, mangime senza scadenza per padrini e padroni. C'è un'assuefazione che sconcerta. Quello che è di tutti non appartiene a nessuno. Che importa se la corruzione avvelena l'economia, provocando gravi disuguaglianze sociali o se la mafia ammorba l'esistenza di tanta gente, con la complicità di alcuni degli uomini chiamati a combatterla? E perché nessun governo ha mai inserito fra i propri obiettivi primari la lotta alla corruzione e alla criminalità economica? Questo di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è un libro di denuncia forte, coraggioso, che racconta una verità amara. Senza sconti per nessuno.

L'INGANNO DELLA MAFIA - Di mafia si parla molto, ed è un bene. Ma a volte se ne parla nel modo sbagliato, ed è un male. Molti libri, film e fiction di successo restituiscono un'immagine romanzata delle mafie, frutto in parte di luoghi comuni e vecchie leggende.
Dal Padrino a Gomorra, da Quei bravi ragazzi a Romanzo criminale, il rischio che il boss diventi un eroe e l'illegalità una "carriera" è favorito spesso da una narrazione che mette in primo piano i protagonisti di camorra o 'ndrangheta, omettendo come possono essere combattuti o dimenticando chi lotta con coraggio per affermare la giustizia. Ma lasciare che si radichi lo stereotipo di una piovra invincibile, dotata di rapporti privilegiati con le istituzioni e capace continuamente di riadattarsi, significa indebolire un'azione di contrasto, in realtà sempre più stringente, che porta non di rado alla cattura e alla condanna dei boss. È un'accusa precisa quella di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso che, a partire dall'esperienza delle inchieste e dei casi affrontati, come dagli studi e dalle analisi storiche e criminologiche, ripercorrono storia e vie della "mitizzazione" della criminalità. Fenomeni così diffusi nel tessuto sociale, ricordano, possono essere combattuti solo con un'alleanza culturale che includa tutti gli italiani partendo dall'educazione alla legalità, al senso civico, alla difesa della nostra convivenza.

Nicola Gratteri: è uno dei magistrati più esposti nella lotta alla 'ndrangheta. Ha indagato sulla strage di Duisburg e sulle rotte internazionali del narcotraffico. Insieme ad Antonio Nicaso per Mondadori ha scritto Fratelli di sangue (2009), La malapianta (2010), La giustizia è una cosa seria (2011), La mafia fa schifo (2011), Dire e non dire (2012), Acqua santissima (2013), Oro bianco (2015).

Antonio Nicaso: storico delle organizzazioni criminali, è uno dei massimi esperti di 'ndrangheta nel mondo. Ha scritto trenta libri, tra cui alcuni bestseller internazionali.

I due autori saranno a disposizione per rispondere alle domande dei presenti e per dedicare copie dei loro libri (Libreria dei Contrari di Vignola)

L'organizzazione dell'incontro culturale è a cura della "Fondazione di Vignola", con la collaborazione dell'Associazione culturale "Dentro ai libri"

INGRESSO LIBERO (fino ad esaurimento dei posti a sedere) Per prenotare un posto, si prega di telefonare alla "Fondazione di Vignola" (059) 765979