La forza delle idee

Progetto per le Scuole Superiori promosso da:

  • Associazione Culturale di Vignola "Dentro ai Libri";
  • Libreria dei Contrari;
  • Università della Libera Età "N. Ginzburg" di Vignola

Progetto realizzato all'interno della manifestazione
"OTTOBRE 2009 ...
della PACE dei DIRITTI dell'AMBIENTE e della SOLIDARIETA'
"
con il contributo del Comune di Vignola

Il progetto prevede tre incontri con le classi delle scuole superiori di Vignola su tematiche di largo respiro tese a promuovere e/o consolidare la riflessione sul senso profondo del nostro vivere civile.

8 ottobre 2009 presso Auditorium Paradisi

  • ore 09:30 - 11:00 incontro con Istituto Paradisi
  • ore 11:30 - 13:00 incontro con Istituto Levi

Gherardo Colombo presenta:
"Sulle Regole" Ed. Feltrinelli

Quando parliamo di giustizia non parliamo solo della sua amministrazione quotidiana, quel complesso istituzionale che coinvolge i giudici, i tribunali, le corti, gli avvocati, i pubblici ministeri, le prigioni, le persone sul cui destino tutto ciò incide il più delle volte pesantemente. Parliamo anche di un punto di riferimento ideale, dei valori di base che guidano la nostra convivenza e a cui si ispira la distribuzione di diritti e doveri, opportunità e obblighi, libertà e limiti. Se si smarrisce questo riferimento ideale, anche l'amministrazione della giustizia soffre, perché resta priva di una bussola e di una direzione. Dopo più di trent'anni in magistratura e con all'attivo decine di inchieste giudiziarie che hanno segnato la storia italiana recente, Gherardo Colombo consegna a questo libro la sua riflessione sulla cultura della giustizia e sul senso profondo delle regole. Senza rispetto delle regole, infatti, non potremmo vivere in società. Ma senza una discussione pubblica sulle ragioni delle regole, la vita in società non potrebbe fare passi avanti, non saprebbe proiettarsi verso il futuro in modo dinamico, non riuscirebbe a immaginare nuovi diritti né a creare forme migliori di convivenza.

Biografia di Gherardo Colombo...

28 ottobre 2009

Luciano Canfora presenta:
"Potere e democrazia nella storia"

Antico e nuovo sembrano le facce d'una sola medaglia per l'autore barese, docente di Filologia classica, che ritorna da qualche tempo a definire il senso della politica e a scandagliare il fondo della democrazia, concepita idealmente come condizione preferenziale tra tutte le forme di governo, ma in realtà mai sostanzialmente praticata con il pieno consenso e l'appoggio popolare.
Il discorso su tale argomento si dipana lentamente, muove dal presupposto di indagini suffragate dai classici e giunge al tempo corrente in cui tutti i nodi sembrano venire al pettine: consenso, rappresentanza, suffragio universale appaiono svuotati del loro intrinseco significato e adoperati solo come mascherature di intendimenti opposti alla vera democrazia. È come se si fosse invertito il senso delle usuali definizioni e se ora la partita al potere si combattesse non più a viso aperto, con il concorso di schieramenti partitici e sfide trasparenti, ma dietro "quinte di teatro" mobili e suscettibili di qualunque sorpresa. Quello che un tempo era il contrasto di alternanza tra conservazione e cambiamento, ora appare sfocato e demotivato, senza convincenti chances. Ad esso si è sostituita una frenetica corsa alla delegittimazione come se ai novelli politici importasse di più apparire efficienti, dinamici, autorevoli, onnipresenti che essere responsabili, preparati, prudenti e determinati nelle giuste scelte.

Circola in tutto il saggio il profondo scetticismo di Canfora che spesso sottolinea, facendo riferimento ora ad Epicuro, ora a Lucrezio, la delusione dell'imperium, dal momento che il valore più alto per una comunità civile è la libertà di parola, di azione e di pensiero. Oggi più che mai tale libertà risulta impraticabile, minata com'è innanzi tutto da una difettosa consapevolezza e dalla mancata, necessaria, sua difesa e poi dall'abuso di messaggi contraddittori dei mass media che spesso confondono la verità più che illustrarla e diffonderla. Non che la verità, nella sua astrazione, possa essere assunta come fattore inderogabile in politica, ma almeno che sia la competenza ad assolvere questo ruolo di fondamentale consenso. Questo in ultima analisi il messaggio dell'ultimo lavoro di Canfora che mette in guardia dal facile pressappochismo diffuso nell'opinione pubblica e dall'inerte funzione cui è ridotto il Parlamento che in democrazia dovrebbe essere la sede preferenziale della discussione sulle norme e sulle intese.

Biografia di Luciano Canfora

Testi di riferimento:

  • L. Canfora la biblioteca scomparsa sellerio 2009
  • L. Canfora La natura del potere Laterza 2009
  • L. Canfora Noi e gli antichi. Perchè lo studio dei Greci e dei Romani giova all'intelligenza dei moderni Bur 2004

17 febbraio 2010

Salvatore Veca presenta
"La filosofia e la libertà"

Un libro irrinunciabile per chi è convinto che la democrazia richieda una costante opera di manutenzione e che la riflessione filosofico-politica abbia, tra gli altri, lo scopo di individuare i tratti di un mondo più degno di essere abitato.
Per descrivere una società giusta, che preveda il pluralismo degli ideali, il confronto e la diversità, non servono molte parole. Salvatore Veca ne ha scelte dodici, sufficienti a delimitarne i confini e a stabilirne i principi vitali, i punti fermi. Termini - quali libertà e giustizia, democrazia e laicità, tolleranza e rispetto - che denotano anche valori riconosciuti come fondamentali, ai quali si ispirano le nostre scelte politiche oltre che morali. Voci di un dizionario minimo ed essenziale per riflettere sulle condizioni della convivenza democratica e sulla possibilità di armonizzare una pluralità di valori sociali, culturali e religiosi differenti, spesso in conflitto fra loro. Oggi siamo sollecitati da questioni finora sconosciute o rimaste in ombra, che mettono in discussione il tradizionale quadro di riferimento cognitivo ed etico, suscitando scontri e polemiche: i problemi del multiculturalismo; i dubbi, innescati dal progresso scientifico, riguardanti il nascere, il morire e l'applicazione di tecniche artificiali nei processi naturali della vita; l'esigenza di ripensare globalmente le regole stabilite nell'ambito delle nazioni. Nei momenti critici, quando i criteri di giudizio sul giusto e sull'ingiusto risultano incerti o instabili, quando i concetti appaiono confusi, se non mistificati, il richiamo a definizioni rigorose e ad analisi coerenti è un buon punto di partenza per far rinascere o rinforzare la nostra consapevolezza di cittadini. Le riflessioni dell'autore si muovono sul piano della filosofia, ma per interpretare e affrontare i nodi della convivenza civile.

Biografia di Salvatore Veca